Esta nueva terminal que esta a unos 80 metros de la anterior tiene la caracteristica de que la iluminacion del estacionamiento , sera total o en parte alimentada por un sistema de energia solar que en esta zona del pais es muy abundante, buen paso de las autoridades en fomentar esto, espero les sean interesantes las fotografias, buenas noches.
El trabajo comienza en el Museo del Louvre en Abu Dhabi, Emiratos Árabes Unidos.Con la simbólica colocación de la primera piedra por el Presidente francés Nicolas Sarkozy y el príncipe de Abu Dhabi General Jeque Mohammed bin Zayed Al Nahyan, 26 de mayo se inició este año el proceso de urbanización de la isla de Saadiyat.
Firmado por el arquitecto francés Jean Nouvel, el plan de separación del museo inaugurado en París la ambiciosa intervención diseñada para transformar el sorprendente banda de arena blanca, a sólo 500 metros de la costa de Abu Dabi, en una zona un destino turístico y residencial d ' élite.
El "Louvre del desierto", como fue apodado por algunos, es el primero de varios instrumentos internacionales firmados y la arquitectura para dar forma al futuro cultural de la isla Saadiyat.
La capital de los Emiratos Árabes Unidos también cuenta con su propio Guggenheim, el museo de arte contemporáneo de América diseñada por Frank Gehry, el Museo del Mar de Tadao Ando, el Centro de Artes Escénicas de la arquitecta anglo-iraquí Zaha Hadid, y, sin embargo, el Jeque Zayed Museo Nacional firmado Foster + Partners, un museo dedicado a la historia y la tradición árabe.
Inspirado por el paisaje natural de todo el nuevo Louvre diseñado por Jean Nouvel será un "micro-ciudad flotante" de 24mila metros cuadrados, diseñado para albergar un complejo de pabellones, plazas, callejones y canales.
"La Isla - comentó el diseñador francés - ofrece un panorama de unidad, atenuados por el encuentro con el canal, explicando dell'aridità imagen de la tierra en contra de la corriente de agua.
Esto ha estimulado la imaginación de una ciudad que arde en el suelo o se ahogan en el agua. Onírico pensamiento se convirtió en una colección de edificios a lo largo de una sola fila a lo largo de un agradable paseo
".Una gran cúpula pero bajo 180 metros de diámetro, sirve de cobertura a todo el complejo.
Perforada por numerosos pequeños orificios, el gran eje permite el paso de la luz natural, mientras que la gestión para mantener un clima fresco su interior.
"El edificio - dice el autor del proyecto - está cubierto por una gran cúpula, una forma común a todas las civilizaciones. Se trata de una cubierta transparente que permite la penetración de una mágica luz ....
El agua desempeña un papel importante, tanto en lo que refleja cada parte de convertirse en una especie de alma, es el de crear, con un poco de ayuda de la viento, un confortable micro-clima
".La finalización de los trabajos para los que se estimaba un costo total de alrededor de 76,5 millones de euros, se espera para el año 2013.
Debemos esperar hasta 2018 para el final de la transformación cultural en el futuro.
Il Centro Congressi più grande d’Europa firmato Mario Bellini e Pierluigi Nicolin Autore: roberta dragone
21/05/2009 – Sarà pronto a gennaio 2011 il MIC Plus, il nuovo Milano Convention Center destinato a diventare il centro congressi più grande d’Europa: 18mila posti a sedere, 1 auditorium da 1.500 persone, 1 plenaria da 4.500 posti totali, 73 sale modulari da 20 a 2mila posti, 54mila mq espositivi a supporto. Progettato dagli architetti Mario Bellini e Pierluigi Nicolin, il MIC Plus è stato ufficialmente presentato il 15 maggio scorso a Palazzo Marino.
Il progetto, firmato da Mario Bellini per l’architettura esterna e da Pierluigi Nicolin per l’organizzazione degli spazi interni, prevede la riconversione a destinazione congressuale di parte della superficie espositiva non più utilizzata di Fiera Milano in città (i padiglioni 5 e 6), e la sua integrazione con l’attuale adiacente MIC.
Bellini ha disegnato “uno sciame di raggi luminescenti che si staccano, ondeggiando, dal nucleo più denso della testata fino a formare una coda lunga 200 metri”. Si tratta dell’audace copertura luminosa di 15mila metri quadrati, non a caso ribattezzata Cometa, la cui estensione orizzontale gareggia con l’altezza dei grattacieli di City Life.
“Un innesto di corpi metallici e vetrati, tre affusolati foyer a livelli diversi – spiega l’autore del progetto – con spettacolari viste a 180 gradi sul cuore di City Life stravolge e conclude la vecchia testata fino ad ora rimasta incompiuta. Un grande volume squadrato escresce e violenta la copertura attuale, mentre un inatteso asteroide-auditorium galleggia a fianco su una corona di colonne preesistenti”.
A disegnare la Cometa una combinazione di 8mila metri di raggi luminescenti (lunghi fino a 200 metri) che si staccano, ondeggiando, da un nucleo più denso fino a formare una coda. Ciascun raggio è formato da 4 nastri, affiancati, profilati in alluminio ultrasottile, anodizzato color argento, e microforato (che rende ulteriormente leggera e semitrasparente l’intera struttura). Ogni raggio è sostenuto da leggere strutture reticolari tridimensionali in acciaio, al centro delle quali corrono 8mila metri di luce canalizzata prodotta da sorgenti luminose di Led a basso consumo (solo 1 watt per metro).
Lungo ogni nastro profilato è possibile inserire un pannello fotovoltaico (a strati sottili in silicio amorfo), sensibile alla luce anche in assenza di sole. Ogni metro può produrre 25 Watt. In teoria, se si rivestisse l’intera Cometa di pannelli fotovoltaici, si potrebbero produrre 800mila Watt (il contatore medio di una famiglia ha la potenza di 3mila Watt). Ma per rendere luminosa la Cometa, a costo zero, sarà sufficiente installare 400 metri di pannelli fotovoltaici.
Per quanto riguarda gli interni, le sale meeting saranno caratterizzate da flessibilità, dotazioni tecnologiche di punta e omogeneità. Uno studio speciale è stato condotto sull’illuminazione del complesso e sull’acustica dell’Auditorium, che sarà dotato di sedute fisse mentre la grande aula plenaria prevede la possibilità di rimuoverle all’occorrenza, in modo da ottenere un unico spazio.
Le caratteristiche del progetto sono state illustrate dall’amministratore delegato di Fiera Milano Congressi Maurizio Lupi che ha così commentato: “Milano ha tutti i numeri per proporsi come destinazione ideale dei grandi congressi internazionali. Il MIC Plus rafforza potentemente questa vocazione. Potremo ospitare oltre 200 appuntamenti l’anno e anche più meeting diversi contemporanei. E avremo in largo anticipo rispetto all’evento una sede d’avanguardia che sarà a disposizione dell’Expo 2015”.
“Il MIC Plus non solo anticipa ampiamente l’Expo 2015 – continua Lupi – ma integra e completa la nostra offerta, rafforzandoci in particolare nei grandi eventi. Negli ultimi anni Fiera Milano Congressi è cresciuta significativamente e oggi partecipa regolarmente, e con buoni risultati, alle gare europee per l’assegnazione dei grandi congressi internazionali, in particolare medico-scientifici. Il MIC Plus ci consentirà di operare ancor più efficacemente in questo segmento di business, che rappresenta la fascia alta del mercato e che non solo è molto dinamico, ma genera anche ricadute economiche particolarmente rilevanti per il territorio”.
Presente alla conferenza stampa di presentazione anche Luigi Roth, presidente di Fondazione Fiera Milano, che finanzierà con 50 milioni di euro la trasformazione del centro congressuale. Scheda progetto: MIC - Milano Convention Center - (Mario Bellini Architects)